L’IMU e il terremoto

casaSignore e signori, ecco a voi l’IMU. Probabilmente ormai tutti sanno di cosa si tratta e quale sia la sua finalità. Per quelle poche persone che non lo sanno possiamo dire che si tratta di una nuova imposta il cui nome per intero significa Imposta Municipale sugli Immobili, introdotta con il decreto nr.23 del 2011 e che doveva entrare in vigore dal 2014. A dicembre del 2011, con il Decreto anti crisi del Governo Monti la sua applicazione viene anticipata al 2012 ed entro il 16 giugno 2012 tutti i proprietari dovranno versare il cd acconto. Ora le problematiche che questa imposta crea sono diverse, sia a livello nazionale che a livello locale, soprattutto per quel che riguarda il territorio aquilano, colpito dal sisma del 6 aprile 2009, e altre zone colpite da calamità naturali.


Per quanto riguarda la il territorio nazionale una cosa non è ad oggi affatto chiara: a quanto ammonta l’importo da versare come acconto, se i Comuni decideranno le aliquote solamente nel mese di settembre 2012? A questa domanda stanno cercando di rispondere i vari esperti di economia ma al momento una dato certo non c’è.
Quello che forse riguarda più da vicino noi comuni mortali, colpiti purtroppo da catastrofi naturali, è il pagamento dell’IMU per abitazioni rese inagibili da terremoti o alluvioni. In effetti la nuova tassa deve essere pagata anche per la cosiddetta prima casa e (sempre sino ad oggi) i proprietari di abitazioni prive di agibilità o abitabilità dovranno comunque versare il 50% dell’imposta. A fronte di questa previsione normativi i dubbi giuridici e morali che sorgono sono veramente molti. In primo luogo ci si chiede come si possa ritenere giusta una tassa su un qualcosa che non solo non può essere utilizzato (attenzione non ci si può godere la propria casa, non è una scelta!!!) ma addirittura si deteriora di giorno in giorno. Infatti, nell’attesa che la burocrazia faccia il suo corso a tre anni dal terremoto aquilano la maggior parte delle abitazioni dichiarate inagibili, e per le quali è stata firmata un’ordinanza di sgombero da parte dei Sindaci, sono abbandonate a se stesse e questo ha causato, causa e causerà ulteriori danni aggravando anche quelli prodotti dal terremoto (come infiltrazioni di acqua che vanno ad indebolire le strutture). Non sono certo i proprietari che hanno scelto di non rientrare nelle proprie case o che non vogliono eseguire i lavori di riconsolidamento o ricostruzione ma sono loro che dovranno pagare l’IMU, in molti casi anche in aggiunta ad un mutuo. Che ne direbbe la nostra classe dirigente se gli venisse vietato di utilizzare le loro autovetture, lasciandole parcheggiate per anni sotto il sole, la pioggia o la neve con i finestrini aperti, continuando ad obbligarli a pagare bollo e assicurazione oltre le rate per l’acquisto? Non credo ne sarebbero contenti, ma è quello che chiedono ai cittadini, proprio a quei cittadini che al momento si trovano in difficoltà e che guardano il frutto di anni di fatica (comprare una casa non è una passeggiata e ai comuni mortali non capita di trovare qualcuno che paga per loro, senza magari neanche rendersene conto!?!?!) che pian piano si distrugge.
Fortunatamente qualcuno inizia a parlarne, e magari parlandone in tanti il problema arriverà alla coscienza di chi deve decidere e forse capirà che questa IMU, già sbagliata di per se, per qualcuno è ancora più sbagliata.

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2 commenti:

  1. Queste sono parole sante ...

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    1. grazie Luigi. Oggi forse le cose sono cambiate, ma di certo non c'è ancora nulla, almeno per le abitazioni inagibili. Purtroppo però questa tassa continua ad esistere e penso sia veramente odioso tassare i sacrifici

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